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The Bad Days - Eat My Luck

The Bad Days - Eat My Luck

Musician: The Bad Days
Album title: Eat My Luck
Style: Rock & Roll, Hard Rock, Punk
Released: 2008
Country: Italy
Size MP3 version: 1338 mb
Size APE version: 1659 mb
Size WMA version: 1368 mb
Rating ✫: 4.6
Votes: 298
Format: WMA VOC DXD MMF VQF AA TTA
Genre: Rock

The Bad Days - Eat My Luck


Tracklist

A1 Filter
A2 Hangover Love
A3 Downfall
A4 Kiss Kiss Bye Bye
A5 Hipocrites
A6 Rewind The Ballad
B1 Serotonin
B2 Broken Jaw
B3 Medicine
B4 The Spirit Is Gone
B5 Mediocrity
B6 The Man You’re Looking For Is Dead

Notes

Tornado Ride Records 2008, vinyl version.
Nicotine Records release in CD version Licensed by kind permission of Tornado Ride Records.

Other versions

Category Artist Title (Format) Label Category Country Year
NIC 051 The Bad Days Eat My Luck ‎(CD) Nicotine Records NIC 051 Unknown



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Xava
THE BAD DAYS | Eat My Luck [re]viewI Bad Days vengono da Kiel (Germania) e arrivano al secondo lavoro sulla lunga distanza, dopo aver già offerto al proprio pubblico l’album Bottle Up del 2005 e la partecipazione a ben quattro distinte compilation.Il nuovo lavoro della formazione presenta al suo interno un’intrigante miscela di rock’n’roll, hard rock, power-pop e una spruzzata di punk, tanto per rendere il tutto meno zuccheroso, sebbene caratteristica principale di Eat My Luck resti proprio l’incredibile facilità con cui gli anthem si fissano nella mente dell’ascoltatore. Il songwriting dei Bad Days gira attorno all’ottimo lavoro di Praenz sulle parti di chitarra, senza ombra di dubbio colonna portante e motore dell’album: non c’è momento in cui il riffing passi in secondo piano o si assenti dalla ribalta, così da conferire all’intero lavoro una corposità fuori dal comune. La sezione ritmica fa la sua parte nel dare solidità ai brani, anche se a tratti le vocals rischiano di sconfinare troppo nel radiofonico, così da stemperare l’impatto e l’aggressività delle composizioni. Si potrebbe asserire che i Bad Days possiedano due anime, in continuo equilibrio tra loro e che questo finisca per rappresentare al contempo una marcia in più e un’arma a doppio taglio. Se, difatti, la propensione al coro listeners-friendly potrà spalancare le porte di un’audience allargata, dall’altra rischia di far storcere il naso a chi preferisce suoni dal taglio più ruvido e insidioso. Nel complesso, comunque, il lavoro si dimostra ben bilanciato e prevale la carica anthemica trasmessa all’ascoltatore da tracce come l’incredibile “Mediocrity”, perfetta rappresentazione di come il gioco, se tenuto entro determinati limiti, possa raggiungere il bersaglio e portarsi a casa la partita senza eccessivi sforzi. In conclusione, Eat My Luck farà gola a tutti gli amanti del migliore hard-rock di matrice nord-europea, non abbastanza sporco per un tagliagole, ma neanche troppo patinato come accade con rivali più o meno famosi.A cura di: Michele Giorgi [[email protected]]